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Ambulatorio Medico Polispecialistico

Human TECAR metodica d’avanguardia per il dolore

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C’è una nuova fonte di energia, Fonte di una nuova terapia.
Stimolare energia dall’interno dei tessuti biologici per attivare i naturali processi riparativi e antinfiammatori. La tecnica viene in soccorso al medico per la soluzione del dolore e delle sue cause. Una nuova energia biocompatibile per un’efficace ipertermia e biostimolazione cellulare.
Una svolta rivoluzionaria nella psicologia traumatologica non chirurgica.
Qualsiasi tipo di patologia osteoarticolare e dei tessuti molli rallenta ed altera i processi biologici dei vari strati, provocando una progressiva diminuzione del livello bioenergetico cellulare.
Human Tecar® è una metodologia scientifica d’avanguardia che ha segnato una svolta fondamentale nel mondo della Fisioterapia e della Riabilitazione.
Determinante per la messa a punto del metodo è stata l’esperienza nello sport agonistico, dove accelerare i tempi di ripresa è una necessità fondamentale. E’ qui che la Tecarterapia ha dato i suoi primi, grandi risultati, consentendo a migliaia di atleti infortunati di rimettersi in gara, in tempi eccezionalmente brevi.

Dallo sport, la Tecarterapia si è estesa rapidamente ad altri settori della medicina: sono sempre di più gli specialisti che ne colgono e ne applicano le grandi potenzialità curative ai propri pazienti. Perché oggi, con Human Tecar, tutti possono essere trattati come campion


Velocità, sicurezza, precisione sono i risultati garantiti da Tecar®, metodica sviluppata con la collaborazione di prestigiose università e collaudata sul campo dello sport professionistico, dove supporta da anni i protagonisti di eventi sportivi internazionali, e che trova il suo terreno d’elezione in fisioterapia e riabilitazione. Il sistema Human Tecar®, che si basa sul principio del Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo, ha incontrato, proprio per queste ragioni, le sue prime applicazioni nel mondo dello sport, dove è stato introdotto a metà degli anni ’90, e oggi sono centinaia le squadre professionistiche che utilizzano questa metodica per permettere agli atleti di recuperare in tempi veloci le loro capacità competitive, ma anche per consentire un allenamento senza interruzioni per incidenti o edemi da sovraffaticamento.


Grazie ai risultati sul campo e numerosi studi clinici, il passo dalla medicina sportiva al centro fisioterapico è stato breve: come spesso accade, si è rapidamente diffusa nella pratica comune, fino a diventare una protagonista della fisioterapia, proposta in un numero crescente di ambulatori e centri. 
Oggi Tecar® è utilizzata in diversi paesi nel mondo. In Italia sono ormai numerosi gli studi privati, gli ospedali pubblici, le federazioni e le squadre sportive professionistiche che la adottano con successo.

Tecar® è presente in moltissime manifestazioni sportive nazionali e internazionali, dove atleti di varie discipline la utilizzano prima e dopo le competizioni.


Human Tecar® si basa su di una tecnologia d’avanguardia che ha cambiato il modo di fare fisioterapia. Il suo segreto? Un meccanismo d’azione che induce il paziente stesso ad “autoguarirsi”.
A differenza di molte altre terapie elettromedicali, infatti, la corrente non è presente per contatto diretto, ma come movimento di attrazione e repulsione delle cariche elettriche.
Si tratta di un sistema che crea una forte stimolazione a livello cellulare, attivando i naturali meccanismi autoriparativi dell’organismo.

Il metodo Human Tecar®, scientificamente sperimentato e brevettato, può essere utilizzato soltanto nei centri autorizzati. Va praticato esclusivamente da personale esperto.



PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI VISITA IL SITO: www.humantecar.eu

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Osteopatia e Sport

Posted by in Osteopatia

Pavanelli Davide- Osteopata Foppapedretti Volley Bergamo

testo estratto per promuovere la divulgazione della scienza osteopatica

Sono oltre 4 milioni i praticanti di sport in Italia. Questi i dati sulla pratica sportiva pubblicati dal CONI e aggiornati al 2008, in riferimento alle Federazioni sportive nazionali (FSN) e alle Discipline Sportive Associate (DSA), cioè una parte importante dell’attività sportiva italiana che si caratterizza maggiormente per impegno agonistico, presenza di strutture e personale di sostegno alla pratica attiva e articolazione strutturale ed organizzativa dell’attività svolta. Secondo il 1° rapporto “Sport e Società” del Censis, invece, sono 17milioni i cittadini italiani in età pari o superiore ai tre anni che affermano di aver praticato con continuità uno o più sport, pari a poco più del 30% del totale della popolazione. Di questi più di 11 milioni (il 20.1%) lo fanno con continuità, mentre circa sei milioni (10.1%) praticano sport saltuariamente.
A fronte di questi dati in crescita, se da un lato lo sport è certamente fonte di benessere per chiunque lo pratichi, dall’altra è vero anche che intense attività fisiche possono provocare traumi sportivi continui e recidivanti se non correttamente gestiti, sia per l’atleta professionista che per lo sportivo amatoriale.

Nella traumatologia sportiva e soprattutto nella prevenzione e nella cura delle patologie croniche dell’atleta, l’Osteopatia risulta essere una arma vincente.

La richiesta di mobilità imposta dalla gestualità tecnica e la ripetitività di tali movimenti molto spesso mettono a dura prova la biomeccanica del sistema muscolo scheletrico, portando all’estremo il funzionamento del corpo e generando nel tempo delle patologie a carico delle articolazioni, tendini, legamenti e muscoli di natura compensativa.

L’osteopata individua gli squilibri biomeccanici e risolve i disturbi neurofisiologici dello sportivo agendo sulla struttura articolare, fasciale, viscerale e cranio sacrale. La visita Osteopatica preventiva e il trattamento manipolativo osteopatico consentono di prevenire e aiutare i casi di lesioni sportive. Non a caso sono sempre di più le Società Sportive Professionistiche che arruolano l’osteopata all’interno dello staff sanitario, ormai considerata una figura indispensabile in ambito preventivo pre-gara e curativo post gara, contribuendo alla salute dell’atleta ed evitando la recidiva degli infortuni durante l’anno agonistico.

Traumi distorsivi, infiammazioni tendinee, problematiche di tipo posturale, problemi muscolari sono i problemi più frequenti sui quali agisce l’osteopatia, una disciplina che per la sua natura olistica, trova nella gestione delle patologie dello sport uno dei maggiori ambiti di applicazione.

 

 

Prevenzione

I traumi sportivi possono essere anche dovuti a lesioni da carico errato o da sovraccarico, oppure da piccoli traumi a cui generalmente non si dà il giusto peso, ma che per un’atleta possono essere più gravosi. Il corpo dello sportivo è predisposto da un punto di vista statistico e neurofisiologico al trauma; le cause possono essere ricercate in abitudini alimentari scorrette, esiti di chirurgia o di interventi odontoiatrici, microtraumi ripetuti e molto alto ancora. E’ l’osteopata che dopo la visita e il trattamento, può consigliare un piano di mantenimento ed un monitoraggio periodico da parte dell`atleta dei piccoli traumi che coinvolgono la colonna vertebrale, legamenti, muscoli o articolazione.

Scopo del trattamento Manipolativo Osteopatico nello sport  è, dunque, il ripristino delle disfunzioni articolari e fasciali, il mantenimento di una buona ergonomia e postura durante gli allenamenti e la gara, eliminare gli adattamenti e garantire la facilità di recupero dopo la fatica della gara. Mantenere e migliorare la mobilità della struttura muscolo scheletrica, permette all’atleta di ottenere risultati più performanti a livello fisico e di prevenire sovraccarichi funzionali che possono nel tempo portare alla necessità di abbandonare l’attività sportiva stessa.

 

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Lesioni Muscolari .. Cosa fare?

Posted by in massoterapia

a cura di Pavanelli Davide A.

massoterapista-osteopata-triner avanzato

Cosa è la lesione muscolare?
La Distrazione Muscolare o, è una lesione da non sottovalutare poichè causa la rottura di alcune fibre muscolari che compongono il muscolo.
Molto spesso questa lesione avviene in ambito sportivo su alcuni muscoli troppo soggetti a sollecitazioni (contrazioni brusche oppure scatti improvvisi ) , scarso allenamento o mancato stretching o riscaldamento.

La lesione che riguarda lo strappo può essere suddivisa, a seconda del numero delle fibre muscolari coinvolte, in tre stadi:
– La lesione di primo grado che coinvolge poche fibre ed è quella più leggera . Si avverte un leggero fastidio ma il movimento non viene limitato e non si ha perdita di forza. Può capitare infatti che una persona possa continuare il suo allenamento senza fermarsi, ma con il rischio di peggiorare la lesione.Infatti questa lesione riguarda circa il 5% delle fibre interessate.
– La lesione di secondo grado identificata come lesione grave riguarda un numero di fibre più ampio.Il dolore è acuto e si presenta a fitte dopo una contrazione muscolare e l’atleta potrebbe seguire la gara o l’allenamento poichè sente dolore solamente durante la contrazione del muscolo. Questo tipo di lesione abbraccia circa il 30% delle fibre muscolari interessate e può facilmente diventare di terzo grado se trascurata.

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L’OSTEOPATIA RIDUCE LO STRESS:I RISULTATI DI UNA RICERCA ITALIANA

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L’Osteopatia riduce lo stress: i risultati di una ricerca italiana

L’osteopatia ha effetti positivi sullo stress. Questo l’esito di una ricerca italiana pubblicata sul numero di settembre della rivista statunitense JAOA (Journal of the American Osteopathic Association) dall’osteopata Mauro Fornari e dai neurofisiologi Andrea Sgoifo e Luca Carnevali. Si tratta di uno studio rivoluzionario nel suo genere: rispetto ad altre ricerche effettuate in passato, infatti, sono stati raccolti dati biologici che riescono a “misurare” il livello di stress degli individui e sono stati messi in relazione al trattamento manipolativo osteopatico. In questo modo, si è scoperto che l’osteopatia riduce l’aumento di una serie di parametri che si registra normalmente in condizioni di stress psicologico.

La ricerca – La ricerca è stata condotta all’interno del laboratorio “Stress Control” di CIO – Collegio Italiano Osteopatia di Parma e ha coinvolto 20 studenti universitari maschi dai 20 ai 30 anni

Ai partecipanti è stato registrato l’elettrocardiogramma per il rilevamento della variabilità della frequenza cardiaca prima in condizioni di riposo e poi mentre venivano sollecitati per cinque minuti a risolvere calcoli matematici (evento stressante). Immediatamente dopo questo “stress matematico”, 10 studenti sono stati trattati osteopaticamente per venti minuti, mentre altri 10 hanno subìto un trattamento osteopatico fittizio della stessa durata e nelle stesse regioni corporee. Per tutta la durata della seduta sono stati anche prelevati campioni di saliva per la misurazione dei livelli di cortisolo (comunemente considerato “l’ormone dello stress”).

Laboratorio in cui è stato condotto lo studio

Mentre nel secondo gruppo (senza intervento osteopatico) il battito del cuore e il livello di cortisolo sono aumentati rispetto all’inizio della seduta, nel primo gruppo (con intervento osteopatico) gli stessi parametri biologici sono rimasti sostanzialmente inalterati. Non solo: il livello di cortisolo dei soggetti che hanno ricevuto un finto trattamento osteopatico ha subìto variazioni anche il giorno successivo alla seduta. Al contrario, gli studenti trattati osteopaticamente presentavano valori di concentrazione di questo ormone in linea con i giorni precedenti l’evento stressante. Ciò significa che il trattamento manipolativo osteopatico ha “bloccato” l’attivazione biologica (neurovegetativa e ormonale) di stress.

I risultati ottenuti suggeriscono dunque che l’osteopatia possa giocare un ruolo importante nel prevenire o attenuare gli effetti psicosomatici correlati allo stress.

«L’osteopatia è una disciplina che si occupa di prevenzione – spiega Mauro Fornari, osteopata e presidente CIO – e in quest’ottica l’equilibrio del sistema nervoso autonomo è fondamentale. Dal momento che esistono indicatori che mettono in relazione lo stress al sistema neurovegetativo, è nata l’idea di indagare se il trattamento osteopatico, tendendo all’equilibrio del sistema nervoso autonomo, avesse qualche effetto sui parametri biologici dello stress. Gli studi all’interno del laboratorio stanno proseguendo – continua – e nel prossimo futuro ci occuperemo in particolare di ipertensione e insonnia».

«Questo articolo – commenta Andrea Sgoifo, professore associato di Fisiologia all’Università di Parma – mi sembra un ottimo esempio di sinergia tra accademia e impresa, un’applicazione molto interessante delle competenze sviluppate in anni di ricerca pura in un laboratorio universitario. Abbiamo un kit affidabile di misure neuroendocrine, neurovegetative e comportamentali da utilizzare ‘sul campo’, per oggettivare il livello di stress in ambito lavorativo, familiare, scolastico. Tutto queste ha un potenziale applicativo enorme, tanto sociosanitario quanto legale. L’osteopatia, per parte sua, è un’opzione estremamente interessante, nella prospettiva della prevenzione e del trattamento dei disturbi legati allo stress».

 

 

 

 

 

 

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Metodo Osteopatico ETR Unico e Risolutivo

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a cura di; Pavanelli Davide

massoterapista-Osteopata-Volley Bergamo Foppapedretti serie A1

Per chi da sempre ha sostenuto che la SCIENZA OSTEOPATICA non preveda un metodo di analisi e quindi una metodica di approccio al soggetto, forse  si è perso qualche aggiornamento sostiene Davide Alberto Pavanelli massofiosioterapista e Osteopata perché è possibile grazie al   metodo ETR (metodica osteopatica brevettata e certificata anno 2015) grazie alla sua qualità ed efficacia…

 

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