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Ambulatorio Medico Polispecialistico

Scoliosi: anatomia e sintomatologia

SCOLIOSI :ANATOMIA E SINTOMATOLOGIA

La Scoliosi è una deviazione permanente laterale e rotatoria del rachide,

 alla quale conseguono gravi alterazioni estetiche e funzionali.

  

Essa si aggrava in corrispondenza delle crisi di sviluppo staturale e tende ad arrestarsi nella sua evoluzione quando cessa l’attività delle cartilagini di accrescimento dei corpi vertebrali.

L’inizio della storia della deformità spinale viene generalmente attribuita ai giorni di Ippocrate, anche se già nell’Antico Testamento, 300 anni prima della nascita del Padre della Medicina, si possono rintracciare descrizioni di persone con schiene curve; altri riferimenti sono contenuti in antichi documenti cinesi, indiani ed egiziani, che anticipano di 2000 anni quelli ellenici ed ebraici.
Un’immagine risalente all’Età della Pietra, raffigurante una scoliosi congenita dovuta ad un’emivertebra, dimostra che questa deformità ha afflitto la razza umana fin dall’assunzione della posizione eretta, ed anche quanta importanza sia stata sempre attribuita a tale malformazione. La curva scoliotica è stata sempre considerata come entità geometrica a sviluppo ed evidenza frontale. In un piano frontale il rachide dell’uomo in stazione eretta equilibrata si proietta secondo l’asse verticale. Le deviazioni abituali o permanenti della colonna vertebrale constatate alla semplice osservazione del dorso o mediante una proiezione radiografica sono anormali.
Queste deviazioni a destra o a sinistra della verticale data da un filo a piombo sono dette “Scoliosi”. La SRS (Società di Ricerca della Scoliosi) definisce la scoliosi come una curva maggiore di 10°Cobb sul piano frontale.
Perdriolle definisce la scoliosi una curva che si sviluppa nello spazio dovuta ad un movimento di torsione generalizzato di tutto il rachide; Stagnara definisce la scoliosi come un’affezione tridimensionale deformante della colonna vertebrale che evolve in genere fino alla maturità ossea e che ha una eziologia ben definita. Secondo la concezione tridimensionale possiamo definire la Scoliosi come una deformazione elicoidale (antero-posteriore in lordosi) generata da un movimento di torsione, questa deformazione si esprime lateralmente, è una curva tridimensionale” Quindi esistono altre componenti che sommandosi alla deviazione sul piano frontale fanno assumere nella curva scoliotica una caratteristica estremamente complessa. La scoliosi viene pertanto considerata come una deformazione spaziale del rachide che comprende:
– una deformazione frontale: l’inclinazione laterale
– una deformazione sagittale: la lordosi o la cifosi
– una deformazione orizzontale: la rotazione che si attua sul piano assiale e la torsione che si attua nello spazio.


2.1) ANATOMIA PATOLOGICA Le caratteristiche anatomo-patologiche della scoliosi sono definibili attraverso i seguenti elementi: – Curvatura principale o primitiva: prodotta direttamente dall’agente eziopatologico responsabile della scoliosi. E’ la più importante e può interessare ognuno dei tre distretti rachidei (cervicale, dorsale, lombare).
E’ la curvatura strutturata che presenta maggiore rotazione, maggiori gradi Cobb e minore riducibilità. – Curvature secondarie o di compenso: sono poste sopra o sotto una curva strutturata e consentono al rachide di riprendere la posizione in asse. – Vertebra apicale: è la vertebra più ruotata della curva posta al suo apice, è più distante dal normale asse rachideo. Presenta le maggiori alterazioni strutturali in quanto risulta sottoposta a maggiori sollecitazioni. – Vertebra di Transizione: è quella vertebra cerniera limite inferiore della curva superiore e limite superiore della curva inferiore. – Rotazione: tutto il tratto interessato dalla curvatura ruota intorno all’asse longitudinale del rachide con torsione delle singole vertebre su se stesse. I corpi vertebrali si portano verso il lato convesso della curva mentre le spinose si portano verso il lato concavo – Deformazione dei singoli corpi vertebrali: nel rachide scoliotico le vertebre apicali della curva presentano la deformazione più caratteristica la cuneizzazione verso la concavità (aspetto trapezoidale) dovuta a uno sviluppo asimmetrico dei corpi vertebrali. Questa asimmetria di crescita aumenta la deformazione scoliotica globale, spiegando in parte il circolo vizioso dell’aggravamento angolare al momento della pubertà. – Dischi intervertebrali: la riduzione dello spazio intervertebrale dal alto della concavità della curva provoca nelle scoliosi infantili una compressione del nucleo polposo ed un suo conseguente spostamento verso il lato della convessità. – Deformazione del torace e delle coste: la rotazione dei corpi vertebrali provoca un’asimmetria costale cioè le coste del lato della concavità sono spinte lateralmente ed in avanti dalle apofisi trasverse delle vertebre dorsali che ruotano su se stesse, ed hanno la tendenza ad orizzontalizzarsi. Al contrario, le coste dal lato della convessità sono spinte indietro e si verticalizzano, formando il gibbo costale posteriore. Al gibbo posteriore si accompagna con uguale meccanismo un gibbo anteriore, che si sviluppa dal lato della concavità della curva dorsale. E’ questa asimmetria costale che provoca una ridotta espandibilità toracica e difficoltà respiratoria. – Pelvi: la pelvi partecipa alla curva primaria o alla curva di compenso. Una curva lombare può estendersi in maniera molto attenuata nella regione sacrale formando una curva lombo-sacrale; o più frequentemente il bacino risulta coinvolto nella curva di compenso sottostante alla curva primaria. – Muscoli e Legamenti: la scoliosi provoca una perdita della normale elasticità legamentosa, con retrazione dal lato della concavità e stiramento dal lato della convessità. – Modificazioni degli organi endocavitari: (ipertrofia del cuore destro, stasi nel piccolo circolo ecc..) che si instaurano, nei casi più gravi, secondariamente alle descritte asimmetrie toraciche. Per quanto riguarda i polmoni, gli alveoli apicali dal lato della convessità toracica tendono all’enfisema, ma subiscono un collassamento nelle zone inadeguatamente ventilate. In una scoliosi precoce il numero degli alveoli è minore e tale deficit permane per tutta la vita. Nelle cifo-scolisi gravi la trachea e i bronchi sono deviati. – Lesioni dopo la maturità ossea: nel corso degli anni possono verificarsi distensione legamentosa e discopatia; degenerazione artrosica; aggravamenti angolari. Tutti i suddetti reperti sono variamente presenti nelle diverse localizzazioni della curvatura primitiva, di quella curva cioè che dà il nome alla scoliosi in esame.

2.2) ATTEGGIAMENTO SCOLIOTICO E SCOLIOSI VERA E’ fondamentale dal punto di vista diagnostico distinguere tra Atteggiamento Scoliotico o Scoliosi Funzionale e Scoliosi Strutturale, entrambe deviazioni del rachide rispetto alla verticalità nel piano frontale. La mancanza di una diagnosi esatta può portare in un caso a sottovalutare il potenziale evolutivo di una scoliosi strutturale, permettendo l’instaurarsi insidioso di deviazioni catastrofiche, nell’altro a proporre delle terapie troppo lunghe, costose e talvolta dannose, per deviazioni di origine posturale che evolvono raramente verso scoliosi strutturali. Si parla di Atteggiamento Scoliotico o di Scoliosi Funzionale se la deviazione compare solo quando la colonna è sotto carico, cioè in Funzione. A parte alcune eccezioni, la deviazione si riduce completamente in posizione supina, a bacino equilibrato, essa rappresenta un paramorfismo del rachide. Si parla di Scoliosi Strutturata invece se la deviazione persiste in posizione supina ed è associata alla deformazione dei corpi vertebrali e dei dischi, essa rappresenta un dismorfismo del rachide. Le Scoliosi strutturali sono nella maggior parte dei casi evolutive durante l’accrescimento e in particolare nel corso della pubertà, fino alla maturità ossea, oltre a ciò si possono aggravare più lentamente nel corso dell’età adulta. I confini tra queste due forme non sono sempre ben definiti e non è sempre semplice stabilire se e quando un Atteggiamento Scoliotico si trasformi in Scoliosi Vera, essendo assodato cha alcune Scoliosi strutturate passano inizialmente attraverso un periodo di semplice Atteggiamento scoliotico. Quando è possibile individuare le cause dell’Atteggiamento Scoliotico, queste si distinguono in: – un difetto ad un arto inferiore; – una deviazione laterale di solito associata a dolore; – alterazioni posturali spesso presenti nel periodo evolutivo della crescita. Atteggiamento scoliotico dovuto a ipometria : Qualunque alterazione dei segmenti sottostanti al bacino provoca compensazioni del treno superiore. Ogni squilibrio del bacino provoca pertanto una deviazione della colonna vertebrale sul piano frontale. Se il soggetto in piedi presenta uno squilibrio del bacino dovuto sovente ad una dismetria degli arti inferiori, questa può essere compensata con un rialzo e l’atteggiamento scolitico si corregge e la gibbosità scompare in flessione avanti. Atteggiamento scoliotico per alterazioni del tronco e collo: Tutte le affezioni dolorose del collo, del cingolo scapolare e degli arti superiori possono provocare atteggiamenti antalgici con curve scolitiche (paralisi dei muscoli del cingolo scapolo-omerale, anchilosi o rigidità della scapolo-omerale, attitudini antalgiche ecc…) Atteggiamento scoliotico da difetto posturale: vizi di portamento possono far assumere ai bambini posture che incurvano la colonna vertebrale ma sono totalmente correggibili. Si tratta di atteggiamenti viziati dovuti principalmente a mancanza di adeguato movimento e a posizioni scorrette mantenute a lungo.

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